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Notte in bianco a San Vigilio. Non riesco a dormire, troppi pensieri. Lo sapevo. Non riesco a cancellare i malumori del giorno prima. La maggior parte di chi legge questo blog pensa: “Wow! Che fico, Stelvio gira il mondo!”. La verità è che io non voglio più girarlo questo mondo sempre uguale, sempre lo stesso, stessi alberghi, stesse persone. Tutto sempre uguale. Ho le palle piene di questa vita e il momento più bello è sempre quando torno a casa nel mio letto. Maledetta Ikea e questi letti svedesi, ma come fa la gente a comprare questa roba? Sembra di stare in una falegnameria. Tutto quanto è color giallo frassino. Le pareti, le tende, il soffitto, il tavolino, l’armadio, il letto, le sedie, il comò, il pavimento, il divano, il lampadario e le porte. Peccato, la televisione è nera, farò reclamo. Per non parlare di queste trapunte col lenzuolo incorporato (color giallo frassino, ovvio). Ma chi diavolo le ha inventate? Io sono un abitudinario, un precisino (Vergine ascendente Gemmelli). Ho la mania per il risvolto delle lenzuola ben ficcate sotto il materasso. Prima di dormire, controllo la tenuta, tiro leggermente le coperte per assicurarmi che i piedi non rimangano scoperti. Questo cazzo di salsiccione invece non copre nulla, sento d’impazzire. Mi cola il naso, ho la pancia gonfia, la faccia cotta dal sole e un leggero prurito dove non posso dire. Se avessi un bottone bianco sarei un cesso perfetto.... dell’Ikea naturalmente. Bevo qualcosa. Anzi, per rappresaglia verso questo corpo sfatto, prendo un VivinC.
Sono le 2 accendo la tv, la gola mi brucia, aspetto che la pastiglia faccia effetto.

Ogni tanto si accende la luce in balcone, è fotosensibile al passaggio. La notte dai boschi calano le Martore, simpatici animaletti che si cibano di “CAVI IN GOMMA DELLE AUTOVETTURE”. Giuro, tutto vero. Mi hanno detto che un tempo, chi aveva la Fiat Tipo, è stato costretto a venderla. Le Martore vanno pazze per i cavi elettrici montati sulle TIPO. Odiano le Wolkswagen tant’è che ci sono più auto tedesche che abitanti (tedeschi pure loro). Ora vorrei sapere cosa diavolo ci fa una martora sul mio balcone? Passa e accende continuamente la luce. Forse gli piace apparire. La segnalerò per la conduzione del prossimo Giro D’Italia. La Corsa Rosa è quasi finita e per me è un successo che non ho ancora picchiato nessuno. Sto diventando vecchio? Forse si.
La tappa di oggi (ormai albeggia) termina a Peio, altra bellissima cittadina immersa tra boschi e montagne altissime. Sono sicuro che il signor Ikea è passato anche da lì. Bene. Ecco di nuovo la Martora che attraversa la balconata, se avessi almeno una TIPO, la offrirei al bosco come rito sacrificale. Ma ho una Skoda, gruppo Wolkswagen e la Martora lo sa.
Non credo che oggi sarò lucido per scrivere della tappa anche perchè ho quest’insonnia pazzesca e francamente del ciclismo ne ho fin sopra i capelli. Voglio tornare alla Formula Uno, al rumore assordante, alla puzza di benzine strane e al mio amato lavoro. Ho la smania di montare un pezzo, di fare una clip, di una sala tutta mia. Non resisto più a fare il coordinatore. C’è chi dice che sono bravino (pochi) e c’è chi critica il mio modo di fare (sinceramente troppi). Se sapessero che le mie vera intenzione è quella di scappare via, vivere tra i boschi e cibarmi delle cose che la natura offre, ad esempio i cavi di alimentazione di una Fiat Tipo, magari modello Digit, magari i miei supercriticoni mi capirebbero meglio! meglio? Meglio che prenda un secchio, sto per vomitare. Ma che mondo abbiamo creato se una Martora non riesce a distinguere una corteccia da un cavo in plastica? Rieccola che passa, ora vado fuori e gli tiro uno stivaletto australiano, di quelli in gomma nera e pelle di bufalo. Sarebbe divertente vedere la gomma tutta rosicata e la pelle intatta. Viva il progresso, viva le martore e l’Ikea. Ma un lenzuolo questi svedesi potevano pure inventarlo! E ora che faccio? Vado a fare colazione, sono le sette. Ho gli occhi stanchi, ho delle borse sotto le pupille che sembro Rocky dopo l’incontro con Apollo. Sono tentato di ordinare per colazione “cavi di alimentazione della Fiat Tipo” invece del solito caffè. Magari hanno ragione le martore.... chissà?
La tappa si movimenta già dal primo Gran premio della montagna (basta che dico “GRAN PREMIO” e mi prendono le madonne, chi losà perchè?). Ecco lo scatto decisivo, vola sulla salita e plana sulla discesa, una perla incastonata nel firmamento del ciclismo moderno, l’atleta sfiora il mai fatto prima, di giustezza.... (quanta retorica, ho la testa piena di frasette prese dal Bignami. E pensare che lavoravo con De Zan, Rosi, Pizzul, Pigna, Rino Icardi e Petrucci). Vince Monier, la maglia rosa è sempre di Arroyo. Tutto il gruppo arriva scortato dalle ammiraglie. Tutte Skoda, gruppo Wolkswagen.... Immagino quanto saranno incazzate stanotte, le martore sopra i boschi di Peio....