giovedì 22 luglio 2010
Capitolo primo
Le vacanze sono sacre.
O almeno è questo il presupposto che ci fa muovere verso le località estive. Niente può far posticipare la data di partenza: "le ferie iniziano nello stesso istante in cui finisce l'ultima ora di lavoro". Continua a ripetere il grafico Pino in cuffia al regista occhialuto. La trasmissione sta chiudendo e Pino ha gia pronto lo zaino per il mare, la sua Mazda è stracarica e sopra il tettuccio ha gia in bella mostra una tavola da surf. Indossa i soliti Rayban a goccia, non se ne separa mai, non esiste giorno, notte, alba, tramonto. Ha la faccia scavata e sofferente ma non è per il lavoro, il lavoro va bene e procede. È il dopolavoro che lo uccide: troppe canne. "Camera 3, allarga... 5, pronta graficaaaa.- dice il regista- Vai Pino col rullo". E vai col rullo, schiaccia il tasto Enter e inizia un mondo nuovo. Si parte.
Le vacanze sono un business.
È questa la scritta che campeggia sul cruscotto di Ettore feroce condottiero di camion col gancio da rimorchio. Si agira per le strade di villeggiatura come uno squalo in cerca di un naufrago da spolpare. Perche alla fine Ettore sa bene che le vacanze intelligenti non esistono. Si è troppo presi dalla smania di partire, le valige, i biglietti, l'ombrellone la sdraio, il surf. Nessuno mai controlla acqua e olio e per Ettore inizia un nuovo lavoro.
Le vacanze sono una condanna
È il mantra che Paolino, il regista, ripete mentre saluta cameraman e amici. Di Pino non c'è traccia. Sparito. Per Paolino la vita fuori dalla regia è una condanna. Lui è abituato a decidere stacchi, inquadrature, scene, dialoghi, tutto nel set. Ma la vita reale è tutta un'altra cosa. È la legge del contrapasso. Tutto si capovolge e da direttore d'orchestra ci si ritrova in piccionaia. E tutto si amplifica in vacanza. "Paolo hai finito con questo strazio" ringhia al telefono Daria. Ex velina, ex miss romagna, ex bella da far girar la testa. Ora sembra una giavellottista della ddr e il povero Paolino è atterrito al solo pensiero di partire in vacanza. "Arrivo" biascica ciondolante mentre sale sulla sua Bmw.
Le vacanze non esistono. È lo slogan che sta alla base del modo d'intendere la vita di Drako. Famoso spacciatore di periferia in attesa sul ciglio di una strada arida ma profumata di spezie Nepalesi. E ti credo. Si avvicina una Mazda. Iniziano i preliminari.
mercoledì 21 luglio 2010
Prefazione
Non avrei mai pensato di aprire un blog sulle vacanze, ma mi sto annoiando. Qualche cosa devo fare. Anzi, non aprirò un blog nuovo, userò quello del Giro d'Italia. Il nome lo sto ancora decidendo. Vorrei trovare un titolo roboante, lunghissimo. Tipo il titolo di un film di Lina Vertmuller. "Indomito destino travolto nei sentimenti e nello spirito, con il secchiello tra le mani e la paletta nella schiena, disteso sulla spiaggia in attesa di un onda del mare in burrasca". La voglia di scrivere qualcosa, alla fine è il movente criminale di tutti i blogger: fare un libro e guadagnare una palata di soldi. Chi dice il contrario è un ipocrita. Ora devo decidere la trama. Parlo di me stesso o invento? Preferisco inventare parlando di me stesso. Potrei chiamarla realtà aumentata, una formula molto in voga tra le nuove tecnologie. Il concetto è semplice si guarda una cosa e si aumenta in maniera spropositata ciò che poi si scrive. Il massimo di solito è aumentare di 10 unità quello di cui si vuol raccontare. Ieri, per esempio, ho fatto l'amore 9 volte. Ecco appunto. Giornata di merda. Nella tecnologia la realtà aumentata è una figata. La Apple come al solito è all'avanguardia. Con la telecamera di un normalissimo Iphone, inquadrando per esempio un museo, si verrà a sapere di cosa si tratta quanto costa l'ingresso, l'orario delle visite e così via. Ora pensate alle future applicazioni. Si è al mare, passa una bella ragazza, la s'inquadra col telefonino e subito c'è la risposta: è in gita? È sola? Ha fame? Ha sete? te la da? Non te la da? Fantastico. Comunque, viva la tecnologia. Sono così in paranoia con questi nuove diavolerie da non staccarmi più. Oggi per esempio sono uscito per fare la mia solita corsetta di 20 km (che spettacolo la realtà aumentata). Beh, avevo l'ipod scarico. Dopo 30 minuti (reali) mi sono fermato. Ormai è chiaro, io e l'ipod siamo una persona sola. Se lui non va, non ci sono nemmeno io. Per tirarmi un po' su ho aperto lo scaffale dei medicinali. Tra il Polase e un Moment ho preferito una batteria al litio da 5 volt e un bicchier d'acqua, la spina dell'alimentatore fa un po' male..... Ora mi sento carico, posso iniziare a scrivere. Bella sta prefazione! Concentriamoci sul titolo. Suggerimenti?
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