giovedì 24 maggio 2012

Tappa 17 Falzes-Cortina

Oggi mi sono veramente stancato. Sono arrivato in camera distrutto, sfinito. Il lavoro è stato vorticoso, incessante e caotico. La trasmissione è durata ben oltre l'ora canonica e la mia sala di montaggio si é piantata più volte. Ora sono a Cortina, sono in un albergo che se al posto delle due misere stelle avesse appeso due calzini bagnati non avrrebbe sbagliato. In compenso è una giornata con un sole accecante, l'aria è così pulita che due polmoni non bastano, vado a correre. La tappa è appena finita, ha vinto Rodriguez davanti a un Basso in formissima. Scelgo il sentiero dietro l'hotel e vado in discesa verso il centro della piazza, voglio vedere i miei amici che stanno lavorando all'arrivo. La gente che incrocio mi saluta con amicizia, eppure ho messo la maglietta della RAI. Di solito quando vado a correre e la indosso, la gente fa finta di non vederti. Sembra quasi che abbia paura che uno li fermi e gli chieda il bollettino dell'abbonamento della TV. Forse la Guardia di Finanza ha terrorizzato a tal punto gli Ampezzani che qualsiasi uniforme è più rassicurante di quella delle fiamme oro... Il peggio non è mai morto. Sono fuori dalle transenne che proteggono la linea del traguardo ma non mi fanno passare, mi arrabbio un po' ma mi passa subito, avevo messo la maglietta griffata apposta... Solo dopo mi rendo conto che la gara è ancora in corso, ci sono corridori che ancora devono arrivare, ecco perchè non mi fanno passare. I corridori passano sulla linea del traguardo col viso scovolto. Il distacco dal primo è pesante. Il loro volti sembrano dei fogli di giornale accartocciato, dei papiri dimenticati nella sfinge, un popolo bruciato da salite interminabili sotto un sole sorprendente, decido di tornare a casa. Ho un piccolo dolore al tallone, ieri ho forzato la corsa, volevo stare dietro a Roberto... Pessima scelta. La salita che mi riporta in hotel sembra infinita, ogni tanto mi fermo e riprendo. Ad un certo punto arrivo ad una fontana d'acqua fresca, strano che non l'abbia vista all'andata. Bevo e riparto, c'è un bivio e una strada bianca, non è la via giusta. E così mi sono perso correndo in salita per i sentieri di Cortina. Riprendo la discesa e finalmente vedo l'hotel. Alla fine realizzo un tempo sulla corsa da tapascione infermo. Cinque miseri chilometri alla ricerca della via perduta. Non è da tutti. E sono stanco.

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