Pronti via, si parte per un nuovo Giro d'Italia in sella a questo blog. La prima tappa è di 700 km, la Roma Torino. Si perchè, per noi della TV il giro parte sempre qualche giorno prima dei corridori. Sono a Saxa Rubra in attesa di Claudio, la partenza è alle 10.00 sono in anticipo. Ripasso la strada ma non è facile. Non è facile sopratutto per i postumi di una serata memorabile con gli amici di sempre: Alberto, Enrico, luca, Michele, Osvaldo e Roberto. Non ho mai riso come ieri sera, rido ancora adesso ripensando alle storie che ci sono rivenute in mente. Intanto arriva Claudio, carico i bagagli c'è tutto, si parte, Torino ci aspetta.
Come tutte le serate tra amici, anche quella di ieri era iniziata maluccio, mia la colpa. Ero in ritardo e alla fine ho creato quello scompiglio giusto che fa volare la serata. Salto il menù della cena, anche perchè siamo andati oltre il menu. Con la scusa del mare-monti ci siamo spolverati un oceano di pescetti e una collina di carciofi, trippa e funghi. Ho ancora la nausea, sono passati 300 kn e Claudio vuole fermarsi a mangiare, lo guardo storto, altro modo di osservare oggi non mi viene. Entriamo alla VERANDA DI CAMPAGNA e ordino al buio come al tavolo da poker ma è un bluff. Mentre mangiamo scruto con sospetto il volto di Claudio, non capisco come diavolo faccia a mangiare e bere così tanto. Sembra di un altro pianeta mentre io faccio leva sul braccio destro per arrivare alla forchetta. Ieri per esempio Enrico ha mangiato tantissimo, ma Enrico è un gigante da 1,85 e Claudio non è un vulcano di statura! Anche se ogni tanto ha delle eruzioni nella parte meno nobile, è iniziata la digestione del pranzo.... Arriviamo ad un altro casello, quant'è? 35 euro, stesso prezzo della cena di ieri. Riprendo il racconto. Siamo usciti alla ricerca di un metodo veloce per devastarci lo stomaco. La cosa più delicata che ho bevuto sono stati un tris di Tequile boom boom, divise in parti uguali (quando uno è ubriaco riesce a dividere pure il 3 e tutti i numeri primi). Enrico ci ha trascinato prima da Al Wine bar di Giacco e dopo al Pub del Messicano. Abbiamo rimbalzato dal pub alla vineria parecchie volte. Sembrava di essere alla finale di Wimbledon, alla fine ha vinto Giacco per 6-3 6-2, decisivo il tie break a colpi di grappa. Ora il cielo si apre, Torino è più vicina. Ho il telefono in fiamme, mi chiamano anche gli amici: avevo promesso di ritrovare dei video di quando eravamo ragazzi, sono uno stupido, sono anni che prometto, prometto di fare dei dvd ma non lo faccio mai. La verità è che non sono niente di speciale rispetto ai racconti di quelle serate infinite, piene di un amicizia intramontabile e di storie che gli anni continuano ad amplificare una sana realtà alterata da litri di Tequila boom boom. Siamo arrivati, a torino c'è il sole basso. Si comincia, sale il sipario. Ora si fa sul serio. Salgo in camera, l'albergo è al centro. Mi hanno dato la 101. Non è male, sembra la casa del fidanzato di Barbye, nel senso che il povero Ken ci starebbe benissimo.. dire strettina é un offesa alla MATTEL, la casa di Barbye è più grande. Regola importantissima: "mai prendere la prima camera di qualsiasi piano di qualsiasi albergo". Vado alla consierge e chiedo il cambio di stanza senza avere in mano niente se non la chiave 101, il commesso non abbocca e rilancia:"le camere sono tutte occupate ma abbiamo internet gratuito". Vedo la proposta telematica e rilancio:"Due Tequile per favore". Boom boom.