

Oggi penultima tappa, si sale al Sestriere. Sono le 7.00, la sveglia suonerà tra poco. Non capisco perchè continuo a metterela, mi sveglio seeeempre mezz'ora prima. E pensare che contavo molto sugli scuri di questo albergo: chiudono la luce alla perfezione. Pazienza faccio una doccia e scendo per il solito caffè. La sala delle colazioni sembra un campo concentramento a 5 stelle: tutti separati per origine, razza, squadra ciclistica, gruppo, segno zodiacale, colore della pelle e fede religiosa.. o calcistica... Il salone che si apre davanti a noi ricorda per le tende e gli arazzi una scena del gattopardo e il direttore della Sala Mazzini fa parte dell'arredo. Ci accoglie con un sorriso e poi spara:"A quale gruppo?" e io:"nessuno, RAI! Credo". Il direttore fa una smorfia. Conosco quello sguardo schifato, anni d'insulti e di fango versati addosso alla tv di stato ci hanno ridotto a degli appestati. Attraversiamo la prima sala, c'è Contador con tutta la SAXO. Come al solito el Matador e fresco come una rosa. Secondo separè, ecco la Geox di Menchov che sembra una scarpa vecchia, ma che respira e lacia passassare il sudore! Siamo alla terza sala, i VIP dai vestiti bianchi e rossi. Quarta sala, gli ospiti abituali, i vecchini che s'incontrano sempre. Quinta sala, sto perdendo la pazienza mentre passano i rappresentati giacca e cravatta, i venditori con la cartellina blu sotto l'acella, anche questi ci sono sempre. Sesta sala, voglio uccidere il direttore di questo Stalag extralusso. Al numero sei della sala Mazzini ci sono gli stranieri e all'angolo dell'ultima sala dell'ultimo tavolo, il Director ci dice:"il tavolo va bene?" e io con una voce acida più di una Scweppes scaduta:"va bene per forza! Dopo questo tavolo c'è la piscina all'aperto!". Giustizia è fatta ma voglio infierire. Ordino tutto quello che mi viene in mente poi lascio il tavolo in un perfetto disordine voluto. Attraverso la sala della discriminazione, affronto il direttore, ora mi diverto:"allora noi ce ne andremmo, sempre se siamo liberi di farlo", Il direttore biascica parole di scusa prese alla lontanissima, la prossima volta sarà più attento a fare le faccine schifate.... ma continuerà di nascosto a sputare nel piatto in cucina, non si puó vincere sempre! Chiudo il conto, convinto di non passare mai più da queste parti. Carico i bagagli nella Giulietta. Sestriere ci aspetta... Ho fatto pure la rima!
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