
Si avvicina la fine di questo giro, sono disteso sul prato dell'Excelsior, ma non vi fate illusioni, è chiuso per restauro. L'edificio del grandhotel è mastosamente in rovina, le persiane chiuse alle finestre sono tutte storte, gli archi e le rifiniture sulla facciata riportano indietro nel tempo, a quando l'excelsior era la vita di questa cittadina. Il cielo è brutto, stamattina è piovuto. Stranamente il prato dell'hotel è tenuto in maniera manichea ed è asciutto e caldo. Con me ci sono Claudio e Carlo. Carlo viene da Torino e credo che abbia dei poteri magici: quando c'è lui tutto diventa perfetto, facile. i problemi spariscono e pure l'erba si asciuga bruciata dal sole che arriva sempre poco dopo. E infatti il sole illumina il traguardo di San Pellegrino. Prendo un'acqua in un bar e mi danno una bottiglia di Lete.... Stranezze. Il mezzo del montaggio è sul traguardo, non vedo l'ora che passi lo sprint; anche perchè segnala la fine di un altra giornata piena di rotture di coglioni infinite. Sono alla frutta, ho una faccia così nera che nemmeno mia madre mi riconoscerebbe. Arriva il gruppo c'è lo sprint e tutti agitano le mani, lo speaker annuncia il vincitore, tale Capecchi (e sticazzi?). Faccio le ultime cose, devo solo spegnere gli undici maledetti computer che si agitano nel server del montaggio. C'è un ordine ben preciso per fare lo "switch off": prima bisogna spegnere tutti gli AVID, in tutto 5. poi i due AIR SPEED, l'ottavo è il MEDIA INDEXER, poi bisogna chiudere e spegnere il TRASFERT MANEGER, tocca ora allo UNITY, ultimo rigorosamente il computer che gestisce le UTILITY. Sembra finito e invece c'è da tirare giù il gruppo di continuità e chiudere con un colpo d'anca le porte del server. Mi sento come Lino Banfi nel film VIENI AVANTI CRETINO. Esco e come al solito stanno smontando tutto e come al solito perdo il mio scarso senso dell'orientamento e non trovo la macchina. Squilla il telefono, è Claudio che mi sta aspettando. Rispondo nel modo più consono alla bella e implacabile rottura di coglioni di questa ennesima tappa:"IL DOTTOR THOMAS NON E' IN CASA". Salgo in macchina, ho il finestrino aperto, ho bisogno d'aria fresca. Facciamo pochi chilometri, passiamo davanti ai bus delle squadre. Un testa di cazzo mi lancia un gavettone d'acqua, finalmente ho la scusa per mandare affanculo qualcuno. E' uno della Omega un belga testa di cazzo al cubo. Mentre scendo sono tentato di prendere un bel palo ma il lobotomizzato belga e mezzo gay avrebbe sicuramente equivocato sull'uso che ne avrei fatto. Carico una bella fetta di rabbia sul volto. Il sorriso da ebete del belgagay termina appena mi vede spuntare mezzo zuppo. Lo mando simpaticamente a cagare e ora c'è poco da ridere per la Omega del cazzo. I toni si calmano, viene fuori l'amico - frocissimo pure l'altro - che chiede scusa. La giornata finisce finalmente. Anche se in verità mancano ancora 3 km all' ennesimo albergo... E di teste di cazzo in 3 km se ne possono incontare ancora molte.
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